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| Campo Avvelenato Indie Rock Sperimentale |
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| Scritto da Lele | |||
| Lunedì 08 Settembre 2008 16:08 | |||
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Piazza Armerina - Campo Avvelenato e' un progetto musicale che nasce nel cuore della Sicilia, nella misconosciuta e depressa provincia di Enna, per volontà di quattro amici che condividono la passione per tutta la musica, principalmente della zona di Seattle (ma non solo). La volonta' di creare atmosfere rarefatte, il noise dei Sonic Youth, il grunge dei Melvins, il rock minimale degli Shellac, si mischiano insieme alle individualità di ognuno creando pezzi in italiano e inglese, diretti, senza fronzoli, a volte psichedelici, a volte dark, trasversali sui generi, complessi e semplici insieme. Il nucleo storico risale al 1999 e comprende Gaetano Adamo (guitar/vocals) ed Emanuele Giammusso (bass/vocals); da allora risale il nome che proviene da un cartello, ma qualcuno l'ha spiegato così: "si dovrebbero coltivare i pezzi troppo corti e diretti, ma tutto ciò è impossibile in quanto nascono e crescono in un campo avvelenato"; dopo anni di silenzio nel 2007 ritornano a suonare e si unisce Luca Collodoro (drums ) e Luigi Bartolotta (guitar/vocals). Il Campo Avvelenato può dirsi al completo … Il Campo Avvelenato ha all'attivo una ventina di pezzi totalmente inediti, in cui si nota benissimo come la stesura dei nuovi brani è molto più matura e smaliziata. La presenza di due autori (Tano1 e Lele), determina un'alchimia particolare ancora da perfezionare ma che ha molto potenziale in termini creativi, a cui si aggiunge il senso del ritmo di Luca Collodoro e la precisione e il tappeto sonoro di Luigi Bartolotta. Il Campo Avvelenato ha registato un Cd promo autoprodotto con il titolo "Hop-Frog", tratto da una novella di Edgar Allan Poe. Diserbato con cura darà molte soddisfazioni, insomma… Siamo forti (ci piace pensarlo!!!). Infinite influenze determinano il nostro sound, la nostra idea di Musica, i nostri testi parlano di tutto, emozioni, rapporti interpersonali, amore, odio, indifferenza, rabbia, piaghe sociali e personali, molto ambigui, onirici a volte: la loro interpretazione e' a vostro totale carico. Come diceva quel gran genio di Jean Paul Sartre: "L'inferno sono gli altri". Stiamo e vogliamo suonare sempre di più live e presentare le nostre canzoni e le nuove che sono in cantiere, per dare anche un impronta, un taglio decisamente più cattivo alla nostra musica.
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